sabato 29 agosto 2015

Anime e Corpi

In questi giorni non abbiamo potuto fare a meno, e credo che molti di noi lo avrebbero fatto, di leggere, sentire, e vedere, notizie ed immagini che definirle raccapriccianti non renderebbe giustizia a quei corpi, a quegli uomini, a quelle persone, bambini annegati a faccia in giu, in balia delle onde del mare, corpi straziati da quello stesso mare dove in questi giorni molti di noi cercano refrigerio dal caldo; ed ancora, corpi rinchiusi nella stiva di barconi schiacciati uno contro l’altro, uomini donne bambini come animali da portare al macello, uccisi dallo sfinimento, dalla paura, dalla mancanza di acqua e cibo, dalle esalazioni della benzina dei motori; corpi, rinchiusi nei cassoni dei camion che li trasportano da un posto all'altro di questa “civile e solidale” Europa, corpi ammassati, morti per asfissia, senza poter scappare, liberarsi, chiedere aiuto, corpi ammassati uno sull'altro nell’ ultimo disperato gesto di trovare una via di fuga, che non c’è…

Un filo sottile, quasi trasparente, come una ragnatela legava tutti quei corpi, la speranza, quella che gli ha fatto decidere di iniziare quel tragico ignobile pauroso viaggio, unica alternativa alla fame, alla guerra, alla violenza, che si è trasformato per molti di loro, in una immensa ragnatela che li ha ingabbiati tra i suoi fili, fatti di promesse, di illusioni, di mercificazione di anime e corpi, che i nuovi schiavisti conoscono bene e continuano a tessere, sotto gli occhi di tutti, e che hanno fatto delle loro speranze la loro nuova fonte di guadagno…

Il mercimonio di anime, lo svilimento della dignità umana, l’ipocrisia, la violenza, il sopruso dei piu forti sui piu deboli, si assiste ogni giorno all'infame tentativo di spegnere l’anima delle persone, in tutti i modi possibili, adottando qualsiasi metodo che possa renderlo “accettabile”, l’indignazione è degenerata diventando essa stessa quasi banale, formale, ci accontentiamo di farlo urlando, o scrivendone sui social, ma dura il tempo breve di uno sternuto, domani vi è già qualcos'altro per cui indignarsi, domani ci saranno nuovi corpi di vittime, nuove morti, per una guerra, per la crisi, per l’indifferenza del mondo, l’indignazione dovrebbe farci esplodere in petto, la rabbia, il dolore, l’impotenza, questi sentimenti dovrebbero prendere il sopravvento, e non limitarsi solo a smuovere le “coscienze”, non dobbiamo e non possiamo piu accettare tutto questo, lo dobbiamo a quei corpi, lo dobbiamo a noi stessi, come esseri umani….

Siamo gli ostaggi di un ingranaggio che ci vuole tutti allineati, produttivi, omologati in quella grande catena di montaggio sociale che i padroni, i servi del dio Denaro, hanno costruito e preparato per noi, anche nei sentimenti, nell'indignazione, nell'accettazione; come quei corpi, alla fine diventano solo un “piccolo” prezzo da pagare a questo ignobile meccanismo, una piccola rotella dell’ingranaggio che si è rotta e che va sostituita. Un meccanismo in cui tutto sembra accuratamente congegnato e costruito con un unico e solo scopo, spegnere le nostre anime, spegnere le anime degli uomini. 

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